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Il trattamento della spalla rigida: la capsulita adesiva o “spalla congelata”

Una delle patologie che può colpire la spalla, oltre la tendinopatia della cuffia dei rotatori (altro articolo) è la capsulite adesiva. E’ comunemente chiamata “spalla congelata” perchè nelle fasi più avanzate la spalla è talmente rigida da sembrare “congelata”. E’ una patologia che può insorgere in conseguenza ad intervento chirurgico (protratta immobilità) ma talvolta la causa è sconosciuta. Colpisce prevalentemente tra i 40 e i 60 anni di età e i soggetti con diabete e altre patologie sistemiche sono piu’ esposti.

Cosa succede alla spalla?

La capsula articolare è un tessuto che avvolge tutta l’articolazione e contribuisce insieme a muscoli e legamenti alla sua stabilità. In caso di capsulite questo tessuto fibroso diventa talmente rigido da bloccare i normali movimenti. Immagina di indossare dei jeans molto stretti….riusciresti a muoverti liberamente? La stessa cosa accade al braccio.

Infatti è proprio il cambiamento della capsula che limita la normale mobilità. Il processo di irrigidimento è molto lungo e dura diversi mesi, ma individuare e gestire il problema nell’immediato è il modo migliore per risolvere il più velocemente possibile il problema.

Come capire che c’è qualcosa che non va e quando rivolgermi ad un professionista?

Nelle fasi iniziali noterai dolore alla spalla, spesso insorto senza un trauma specifico. Nei giorni e nelle settimane successive noterai una progressiva difficoltà nell’eseguire movimenti quotidiani come pettinarti, allacciarti il reggiseno (per le donne) o prendere il portafoglio (per gli uomini). 

Rivolgersi precocemente ad un professionista dà il vantaggio di avere una corretta diagnosi già nelle prime fasi. Quando il tuo dolorino non si risolve spontaneamente nell’arco di diversi giorni (o addirittura peggiora) probabilmente è il caso di consultare il professionista. Una diagnosi precoce ti permetterà di interrompere la naturale progressione della patologia e ti aiuterà a risolvere il problema in breve tempo. 

Come può essermi di aiuto la fisioterapia?

L’obbiettivo che ci poniamo con la fisioterapia nella “spalla congelata” è anzitutto limitare il progredire della patologia e poi diminuire il dolore e recuperare la mobilità. Per questo motivo, oltre alle sedute di fisioterapia, sarai istruito a gestire il problema a casa e riceverai degli esercizi da fare in autonomia per mantenere i risultati ottenuti in studio e continuare anche a casa!  Nello specifico il trattamento riabilitativo varia in base allo stadio della patologia. Nel panorama fisioterapico, diverse sono le strade adottate nella risoluzione del problema, ma spesso quest’ultime non portano allo stesso risultato. L’utilizzo frequente nella pratica clinica fisioterapica di alcune terapie strumentali si scontra con la mancanza o carenza di evidenze scientifiche a vantaggio di esse (1). Non dimentichiamo che la fisioterapia, in quanto branca della medicina è una scienza, e la somministrazione di terapie efficaci e validate deve rappresentare un obbligo da parte del professionista! Le mobilizzazioni, lo stretching assistito dal fisioterapista o a casa in autonomia rappresentano le uniche strade consigliabili e fortemente validate dalla comunità scientifica (2). 

Non riesco più a dormire la notte, cosa posso fare nell’immediato?

In alcuni casi dove il dolore limita fortemente la tua vita quotidiana, rende difficoltosi i gesti più semplici e ti impedisce il normale riposo notturno (talvolta non si riesce proprio a dormire), ci sono diverse strade da intraprendere che, associate alla fisioterapia, portano ad ottimi risultati. La collaborazione con lo specialista di spalla (sito di riferimento, specialista con cui collaboro) ci permette di valutare eventuali terapie infiltrative eco-guidate, che ci aiutano nell’immediata riduzione del dolore.

Ho già fatto tante sedute, ma la mia spalla è davvero “bloccata”, cosa posso fare?

Da circa 2 anni insieme a (sito dello specialista) abbiamo ideato un nuovo protocollo riabilitativo, che permette di ridurre i tempi di recupero, mirato principalmente a quei casi particolarmente complessi dove la rigidità eccessiva della spalla non rende facile il recupero con il fisioterapista. L’intervento si divide in 2 fasi:

  1. Lo specialista effettua delle anestesie periferiche ecoguidate ai nervi sensitivi che controllano il dolore alla tua spalla.
  2. Il fisioterapista esegue delle manovre di sblocco, che risultano essere meno dolorose grazie all’anestesia periferica.

Il tutto avviene in 1-2ore e il paziente è libero di tornare al proprio domicilio e continuare/cominciare il percorso con il fisioterapista.

Quanto tempo e quante sedute a settimana?

Non esiste un tempo minimo o un tempo massimo in quanto le tempistiche dipendono dallo stadio della patologia, ma già dalla prima visita potrai e dovrai avere un quadro generale sulle tempistiche di recupero e sul trattamento più adatto in base allo stadio della patologia! Personalmente credo che istruire il paziente a lavorare in autonomia per collaborare nella risoluzione del problema sia un ottima soluzione che ci permette di ottenere più risultati in meno tempo.

Come si svolge generalmente una seduta?

La seduta si svolge nell’arco di 1h ed è caratterizzata dalla mobilizzazione della spalla. Nella parte finale valutiamo insieme quali esercizi terapeutici e di rinforzo (3) possono essere al raggiungimento del nostro obbiettivo.

FONTI BIBLIOGRAFICHE :

1. Jewell DV, et al. Interventions associated with an increased or decreased likelihood of pain reduction and improved function in patients with adhesive capsulitis: a retrospective cohort study. Physical Therapy. 2009. 

2. Kelley et al Adhesive Capsulitis Clinical Practice Guidelines from the Orthopaedic Section  of the American Physical Therapy Association JOSPT 2013.

3. Rawat et al. Effect of rotator cuff strengthening as an adjunct to standard care in subjects with adhesive capsulitis: A randomized controlled trial. Journal of Hand Therapy. 2017.